Informazione

Prodotti tipici italiani: Agnello del Centro Italia IGP

Prodotti tipici italiani: Agnello del Centro Italia IGP

Zona di produzione

Riconoscimento CE: 2013

La zona geografica di produzione dell’Agnello del Centro Italia si colloca nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana, Umbria e parte dell’Emilia Romagna e si riferisce alle razze locali e loro incroci di Appenninica, Bergamasca, Biellese, Fabrianese, Merinizzata Italiana, Pomarancina, Sopravissana, Zerasca; Comisana, Cornella Bianca, Cornigliese (Corniglio), Garfagnina Bianca, Gentile di Puglia, Massese, Pagliarola, Pecora delle Langhe.

Caratteristiche

Il riconoscimento dell’IGP si riferisce ad agnelli di età inferiore a 12 mesi e si lega alle caratteristiche della carne e alla relazione esistente tra la rapidità di accrescimento ponderale degli animali e la resa. Una peculiarità che è frutto di una sintesi qualitativa effettuata sulle razze storicamente presenti nell’areale, esaltata anche attraverso un sistema di allevamento all’aperto e un’alimentazione di buona qualità, mediante l’utilizzo di ampi prati-pascoli.

Agnello del Centro Italia IGP

Disciplinare di produzione - Agnello del Centro Italia IGP

Articolo 1.
Denominazione
L’Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) Agnello del Centro Italia è riservata al prodotto
rispondente alle condizioni ed ai requisiti del presente disciplinare di produzione.

Articolo 2.
Caratteristiche del prodotto
L’Agnello del Centro Italia si ottiene dalla macellazione degli agnelli in tre tipologie dicarcassa che si caratterizzano per il tenore di grasso e la conformazione, così come definitodalla normativa comunitaria vigente:
agnello leggero, di peso compreso tra 8,01 e 13,0 kg; stato di ingrassamento nell’ambitodelle classi 1; 2; 3 così come definito dalla “Tabella comunitaria di classificazione dellecarcasse degli agnelli leggeri”.
agnello pesante, di peso pari o superiore a 13,01 kg; conformazione nell’ambito delle classi:U; R; O; stato di ingrassamento nell’ambito delle classi: 2; 3; 4, così come definito dalla “Tabella comunitaria di classificazione delle carcasse di ovini”.
castrato, di peso pari o superiore a 20,0 kg; conformazione nell’ambito delle classi: E; U; R;stato di ingrassamento nell’ambito delle classi: 2; 3; 4; così come definito dalla “Tabellacomunitaria di classificazione delle carcasse di ovini”.
Per l’agnello leggero e pesante è ammesso, inoltre, un possibile condizionamento secondola tradizione, con il peritoneo aderente ed a chiusura della cavità toracica.
Il pH della carne ha un valore compreso tra 6,15 e 6,80 se rilevato dopo il completamento ditutte le procedure di macellazione e prima dell’inizio della refrigerazione delle carcasse; o tra5,15 e 5,80 se rilevato dalle 24 alle 30 ore dalla macellazione.
La misurazione del pH avviene sul muscolo Longissimus thoracis, da eseguirsi incorrispondenza delle porzioni di muscolo che ha come base anatomica le vertebre toracichedalla decima alla tredicesima.

Articolo 3.
Zona geografica
La zona geografica di allevamento dell’Agnello del Centro Italia comprende i territori delleseguenti regioni: Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana, Umbria; Emilia-Romagna limitatamenteagli interi territori delle province di Bologna, Rimini, Forlì–Cesena, Ravenna e, parzialmente,ai territori delle province di Modena, Reggio nell’Emilia e Parma, delimitati dal tracciatodell’autostrada A1 Bologna–Milano dal confine della provincia di Bologna allincrocio conlautostrada A15 Parma–La Spezia e da quest’ultima proseguendo fino al confine con laregione Toscana.

Articolo 4.
Prova dell’origine
Ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata documentando per ognuna gliinput e gli output. In questo modo e attraverso l’iscrizione in appositi elenchi, gestiti dallastruttura di controllo, degli allevamenti, mattatoi, laboratori disezionamento/confezionamento, nonché attraverso la dichiarazione tempestiva alla strutturadi controllo della quantità degli agnelli macellati e delle carcasse sezionate, porzionate econfezionate, è garantita la tracciabilità del prodotto.

Articolo 5.
Metodo di ottenimento del prodotto
Materia prima
L’Agnello del Centro Italia è costituito dalle carcasse o dalla carne degli agnelli, nati e allevatinella zona geografica di cui all’art. 3 e appartenenti ai seguenti tipi genetici, razze e loroincroci: Appenninica, Bergamasca, Biellese, Fabrianese, Merinizzata Italiana, Pomarancina,Sopravissana, Zerasca; Comisana, Cornella Bianca, Cornigliese (Corniglio), GarfagninaBianca, Gentile di Puglia, Massese, Pagliarola, Pecora delle Langhe. Gli agnelli maschipossono essere sottoposti alla neutralizzazione sessuale.
Metodo di allevamento
Gli agnelli sono allevati sempre nella stessa impresa zootecnica e devono essere allattatiesclusivamente con latte materno fino allo svezzamento. Successivamente la basealimentare è rappresentata da foraggi costituiti da essenze spontanee di prati e di pratipascolo,da leguminose e graminacee coltivate, da mangimi, da integratori minerali evitaminici.
Macellazione
La macellazione degli agnelli, che si effettua attraverso la recisione netta della venagiugulare, deve avvenire entro due giorni dall’uscita dall’allevamento e quando non hannoancora sviluppato nella dentatura, neppure allo stadio iniziale, gli incisivi permanenti. Lavalutazione della carcassa viene effettuata presso il mattatoio dopo la macellazione ed i pesiindicati all’Art. 2 sono constatati “a caldo”. In alternativa è possibile valutare la carcassa ”afreddo”, completata la refrigerazione, tenendo conto in tal caso di un calo ponderale daraffreddamento dell’1% per gli agnelli leggeri e pesanti e del 2% per il castrato. Lapresentazione di base si ottiene liberando la carcassa dalla pelle e dall’apparato intestinale,ivi compresa l’asportazione della cistifellea e del timo; senza testa, separata dalla carcassaall’altezza dell’articolazione occipito-atlantoide; senza zampe, separate all’altezza dellearticolazioni carpo-metacarpiche o tarso-metatarsiche; senza coda, separata a un’altezzacompresa fra la sesta e la settima vertebra caudale; senza mammelle e genitali; senzacorata, cuore, milza, fegato, diaframma, polmoni, trachea. I rognoni e il grasso di rognonefanno parte della carcassa. Al fine di ricondurre il peso lordo rilevato alla presentazione dibase della carcassa e ad esclusione della tipologia “castrato”, nel caso in cui le partianatomiche della testa, lingua compresa, e/o della corata non siano state separate dallacarcassa, occorre applicare al peso un fattore di correzione dell’8% per la presenza dellatesta e del 12% per la presenza della corata.

Articolo 6.
Elementi che comprovano il legame con l’ambiente
L’Agnello del Centro Italia gode di una reputazione ormai consolidata a partire dal 1961 etrova la sua prima traccia in un documento del settembre di quell’anno pubblicatodall’Associazione Nazionale della Pastorizia, nell’ambito della Rassegna Interregionale ovinache si tenne a Castelluccio di Norcia (Perugia), in cui veniva enunciato che obiettivo èquello di migliorare le condizioni di vita delle zone montane conferendo ad esse le premesseindispensabili per lo sviluppo della pastorizia e dell’agnello del centro Italia in particolare.
Ulteriore prova di tale reputazione si riscontra negli Atti del primo incontro organizzatodall’Associazione Nazionale della Pastorizia, a Verona, nel 1976, su “Problemi e prospettivedell’Allevamento ovino e caprino in Italia”. Nell’intervento di un allevatore si evidenziava che In Umbria noi abbiamo, oltre alla razza Sopravissana, presente soprattutto nelle zone diNorcia e di Spoleto, l’Appenninica, che sono due razze autoctone da cui si ottiene l’agnellodel Centro Italia. Nel medesimo documento si riportava l’intervento del rappresentantedegli allevatori dell’Umbria, il quale, evidenziando una diminuzione dei capi ovini allevati,rimarcava che I territori interessati a questo fenomeno sono quelli vocati e vasti edappartengono all’ampia fascia dell’Italia centrale dove, tra l’altro, veniva praticata al massimola transumanza data la ingente disponibilità di prati-pascoli naturali; si tratta di Umbria, Lazio,Marche, Abruzzo, Romagna e Toscana. Il rappresentante auspicava altresì di doverutilizzare al massimo quei corredi genetici di cui disponiamo. Rimane poi da attuarsil’incrocio di prima generazione tanto da consentire che arieti di alcune razze da carnepossano, accoppiati con una designata parte di pecore anche Sopravissane, e dar luogo allaproduzione di un agnello del Centro Italia (sia leggeri 15 – 25 kg che pesanti oltre i 25 kg)ancora più ricco di carne. Dopo aver sollecitato interventi tecnici, che affiancassero gliallevatori, cosicché il consumatore potrà rinnovare la fiducia all’agnello del Centro Italia,come risultato della managerialità dei nostri allevatori e dell’ambiente di produzione che incombinazione con le caratteristiche genetiche delle razze locali e agli interventi tecnicoscientifici,determineranno senz’altro un riflesso sul prodotto venduto e una auspicabilemaggiore remunerazione al produttore. Inoltre, veniva segnalato un errore che si stadiffondendo a danno del consumatore e anche degli allevatori e il mio riferimento va al “castrato” ottenuto dall’agnello del Centro Italia, un eccellente prodotto, che come la nostramigliore tradizione prevede, deve derivare da animali di massimo un anno di età, da cui siottiene una carcassa di peso medio di 25 kg. Ora, purtroppo, si va diffondendo, presso moltemacellerie, la vendita di pecore di fine carriera spacciandole al consumo come castrato diagnello del Centro Italia. Questo fatto ha portato ad una disaffezione anche dei consumatoritradizionali, un danno economico agli allevatori, che producono, seppure in quantità limitataquesto prodotto, spesso su ordinazione, di associazioni e pro loco che organizzano sagrepaesane. In un documento tecnico ed economico predisposto dalla FederazioneNazionale Pastori per i partecipanti all’assemblea generale del 1981, intitolato “Per losviluppo dell’Ovinicoltura italiana”, veniva elencato come tra I principali prodotti dellaproduzione italiana di carne ovina macellata in carcassa sono: 1) … 2) l’agnello del CentroItalia (leggero – pesante) di peso carcassa da 8 a 12 ed oltre 12 kg. In una pubblicazionerealizzata dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Teramo del1988, relativa al “XI Convegno sulla pastorizia e problemi delle zone montane del Teramano”, il responsabile dell’Ispettorato Agrario auspicava nel suo intervento “Pastorizia:comparto trainante per l’economia agricola provinciale” che per valorizzare il prodotto,oltre ad incrementare e migliorare le produzioni unitarie, è necessario arrivare allaqualificazione dello stesso, assoggettandolo a controllo in azienda e al riconoscimento dellatipicità d’origine dell’agnello del Centro Italia con marchio di garanzia. La FederazioneNazionale Pastori, al fine di incrementare la reputazione presso il consumatore anchedell’agnello del Centro Italia, propose una campagna promo–pubblicitaria che per la suarealizzazione fu meritevole di una partecipazione finanziaria del Ministero dell’Agricoltura edelle Foreste, il cui importo a copertura parziale, deliberato con il Decreto Ministeriale n.1937 del 30 dicembre 1987 “Campagna promozionale per la valorizzazione e il consumodelle carni ovi-caprine”, ammontava pari a circa 500.000.000 di Lire. Tale campagna, attivatanel 1988, era caratterizzata dallo slogan “…non solo durante le feste” posto sotto l’immaginestilizzata di un abete (sbarrato), e invitava il consumatore a prendere in considerazionel’acquisto dell’agnello del centro Italia anche in altri periodi, con lo slogan L’agnello delcentro Italia prodotto di qualità, buono tutto l’anno. Tali slogan sono stati pubblicati suquotidiani, ricettari, manifesti affissi sulle fiancate di autobus urbani; palloni aerostaticiancorati nei pressi di fiere e manifestazioni nazionali. La campagna prevedeva anche deicomunicati da mettere a disposizione della stampa, in cui si evidenziava, come Il consumodelle carni ovi-caprine è in Italia incredibilmente contenuto. Infatti, nonostante siano datempo note le qualità nutritive e le garanzie di genuinità del prodotto, esso è per lo piùorientato nella stagione invernale e nelle occasioni natalizie e pasquali … quelli a maggiorresa in carne come l’agnello del Centro Italia, …, trionfano incontrastati. Detto per inciso, nonsi comprende come mai la carne prescelta per le occasioni più importanti resti negletta perlunghi periodi. Nell’informativa “Mangiare in ecologia: l’impegno della Federpastori per unmaggior consumo delle carni ovi-caprine” si affermava che Va inoltre considerato che unulteriore incremento degli insediamenti degli allevamenti ovi-caprini potrebbe rilevarsiestremamente utile dal punto di vista socio-economico ... sono regioni in cui la tradizionepastorale è ancora forte, nonostante non siano state risparmiate dal fenomeno dell’esodo …eppure sono queste zone marginali, ma non interessate dall’inquinamento che tanti danni stacausando alla nostra agricoltura, le più ricche di insediamenti di allevamenti ovi-caprini edanche le più adatte al loro incremento … condizione di base per lo sviluppo di un prodottoitaliano qualitativamente eccellente, come testimonia l’apprezzamento manifestato daiconsumatori nei confronti … dell’agnello del Centro Italia. In occasione del convegnointerregionale tenutosi ad Ancona nel novembre 1990 Riscopriamo l’agnello del CentroItalia. Nella cucina e nell’alimentazione, promosso dall’Associazione Produttori Ovini diAncona, dalla Federazione Nazionale Pastori e dall’Unione Nazionale fra le Associazioni deiProduttori Ovi-Caprini, nell’intervento programmato dal titolo “Agnello del Centro Italia:prodotto di qualità buono tutto l’anno”, si affermava che Questa occasione rappresentauna tappa importante per la crescita delle organizzazioni che operano nel settore e per gliallevatori associati, data l’ampia zona coinvolta (sei Regioni) e per le caratteristiche di unprodotto molto apprezzato dai consumatori, come l’agnello del Centro Italia, che purtropposoffre una forte concorrenza da parte dei prodotti di importazione immessi sul mercato localea prezzi notevolmente ribassati rispetto a quanto gli allevatori del Centro Italia possonooffrire, tenuto conto dei sempre crescenti costi di produzione. Si ribadiva inoltre come:
L’agnello del Centro Italia è un prodotto che, come sappiamo, è venuto emergendo comefatto distintivo della produzione agricola locale … infatti l’agnello del Centro Italia sidifferenzia per il fatto di provenire da soggetti ad attitudine produttiva carne e proprio perciòsi ottiene un’alta resa alla macellazione, caratteristica questa che il consumatore apprezzamaggiormente. L’Agnello del Centro Italia ha trovato un supporto organizzativo epromozionale anche in istituzioni tecnico-scientifiche e nella distribuzione tradizionale dellemacellerie ed in questo contesto è maturata la convinzione che un marchio di origine fosse lastrada da seguire per valorizzare questa produzione tipica. A tale riguardo il prof. DomenicoMaria Sarti, della Facoltà di Agraria di Perugia, nell’ambito del convegno tenutosi a BastiaUmbra il 28 marzo 1992, sugli “Aspetti quanti-qualitativi delle produzioni ovi-caprine”, divulgòun marchio “Agnello del Centro Italia”, già sperimentato fin dal dicembre ’91. Tale proposta furecepita anche dall’Associazione Provinciale Pastori Coltivatori Diretti di Perugia e dallaSocietà cooperativa Commissionaria Esercenti Macellai Acquisti Collettivi di Perugia,entrambe le quali nel 1993, instaurarono – attraverso la stipula di un accordo quadro difornitura, in cui veniva riconosciuta la qualità del prodotto negli allevamenti tradizionali delcentro Italia – una collaborazione finalizzata anche ad una riconoscibilità della carcassa.
Infatti, nel punto 4 dell’accordo si conveniva che: Ogni carcassa di agnello deve essereindividuata con una fascetta numerata e riportante la dicitura: “Una rinnovata tradizionenell’agnello del centro Italia”. Sempre sullo stesso accordo, al punto 7, si conveniva che … il prezzo degli agnelli verrà stabilito con cadenza quindicinale sulla base della mediadei prezzi delle rispettive categorie/peso vivo – riportata dal mercuriale delle Camere diCommercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Grosseto, Perugia, Macerata e L’Aquila –ed incrementata del 20%. Al punto 10, inoltre, si precisa che … l’esercente è tenuto apresentare separatamente il prodotto oggetto del presente accordo e darne divulgazione alcliente consumatore con cartelloni, adesivi e con locandine pubblicitarie. L’annosuccessivo venne sottoscritto un ulteriore accordo quadro di fornitura simile al primo evalevole fino al 31 dicembre 1995, integrato con un sistema di marchiatura tramite un logorappresentante un agnello stilizzato e parzialmente circoscritto dalla dicitura “Agnello delCentro Italia”. La stessa denominazione ricorre nelle locandine promozionali relative anumerose sagre di ovini che si sono svolte in diverse località dell’Italia centrale a partiredall’anno 2000, in cui la Federpastori consigliava, al consumatore, l’Agnello del Centro Italiacircondando il proprio logo con la denominazione stessa. Nel 2004 e nel 2005 sono statistipulati due accordi di filiera, tra Ovinmarche e Bovinmarche, nelle cui premesse si intende valorizzare l’agnello ottenuto da razze e tipi genetici fortemente radicate nel centroItalia … e dagli incroci da carne “di seguito definito “Agnello del Centro Italia”. Inoltre, alpunto 2 si conviene di suddividere il peso vivo compreso da 16 a 25 kg ed agnelli di oltre25 kg, castrato dal peso vivo compreso da 40 a 60 kg. Nel marzo 2004, a Bastia Umbra,in occasione della XXXVI edizione Agriumbria, è stato organizzato il convegno: “Statodell’arte dell’I.G.P. Agnello del Centro Italia e sviluppi futuri”. Il prof. Domenico Maria Sarti,nella sua relazione L’I.G.P. a tutela della produzioni dell’agnello da carne tipico delleRegioni dell’Italia centrale poneva in risalto nella premessa le cause che concorrono arelegare il mercato delle nostre carni ovine in una specie di “terra di nessuno” in cui chiunque è libero di entrare con prodotti privi di concrete garanzie sull’origine e sulle caratteristichequalitative e troppo spesso spacciandoli al consumo come agnello del centro Italia.. Dopoun excursus storico sulle diverse fasi organizzative e promozionali dell’agnello del CentroItalia, presentava alcuni elementi per una proposta di disciplinare, raccomandando inoltre di accelerare i tempi per attivare la procedura di riconoscimento dell’IGP Agnello del CentroItalia, per valorizzare sul piano economico questo patrimonio ovino costituito da soggetti chehanno raggiunto ottimi standard qualitativi di prodotto e performance di incrementi
ponderali. Ulteriori partecipazioni del Comitato promotore IGP Agnello del Centro Italia allamanifestazione di Agriumbria, sono avvenute nel 2005, nel 2007 e nel 2008. In quest’ultimaedizione (la XL) venne organizzata la Tavola rotonda L’agnello del centro Italia: unarinnovata proposta della tradizione, promossa fra l’altro dal Dipartimento di Biologiaapplicata dell’Università degli Studi di Perugia, anche dalle organizzazioni di categoria degliallevatori e dalla Federazione Nazionale Macellai. Nella stesso ambito si tennero, con ampiapartecipazione di visitatori, le prove di assaggio della carne di Agnello del Centro Italia. Lareputazione della denominazione è ulteriormente sostenuta da una copiosa documentazionecommerciale di fatture a partire dall’anno 1994, provenienti da numerosi Comuni della zonadi produzione.
Specificità
L’Agnello del Centro Italia è un prodotto fortemente radicato nell’areale dell’IGP, tanto che lerazze più rappresentative da cui esso si ottiene, traggono il loro nome dalle realtà ove hannomanifestato il miglior adattamento all’ambiente e, di conseguenza, la loro specifica idoneità araggiungere rapidamente elevate performance nella produzione della carne di agnello.
Il sistema di allevamento, che si svolge quasi esclusivamente all’aperto, fa ricorso – anchecon la pratica della transumanza – all’estesa disponibilità di pascoli ricchi di varietà vegetalipabulari, di cui alcune endemiche della zona, grazie a vaste superfici incluse in parchi/areeprotette e ad una gestione ottimale di pratiche agricole; mentre si differenzia da altri indirizziproduttivi o da realtà maggiormente siccitose, in cui il ricorso a mangimi e concentrati proteici è molto elevato.
Inoltre, la nota managerialità degli allevatori dell’Agnello del Centro Italia e la continuaselezione dei capi finalizzata al miglioramento della qualità e della produttività, assicuranouna costante specificità che si è concretizzata anche in un rapido accrescimento ponderale.
E’ noto che quest’ultima specificità dell’Agnello del Centro Italia condiziona positivamente, edin particolare, altre due caratteristiche: la tenerezza della carne e una migliore resa allamacellazione riconosciuta economicamente al produttore dal commercio. L’accrescimentorapido va a vantaggio dei tessuti che si sviluppano precocemente, presentando un rapportocarne/ossa, una adiposità totale ed un contenuto in lipidi maggiore rispetto a quelli che siaccrescono in maniera più lenta.
Inoltre, la misurazione del pH, alla macellazione o tra le 24 e le 30 ore dalla macellazione,rileva come queste caratteristiche vengono mantenute anche a seguito della macellazione edel raffreddamento delle carni.

Articolo 7.
Controlli
Il controllo sulla conformità del prodotto al disciplinare è effettuato da un organismo conformea quanto stabilito dagli articoli 10 e 11 del Reg. (CE) N. 510/2006: Agroqualità S.p.A., PiazzaG. Marconi n. 25 – 00144 Roma; Tel. 06/54228675; Fax 06/54228692; E-mail:[email protected]

Articolo 8.
Etichettatura
Le carcasse vengono identificate secondo una procedura articolata in due parti. La primaparte della procedura di identificazione consiste nell’apporre sulle carcasse – mediante unrullo stampigliatore – la sigla “A C” che percorre ininterrottamente e in senso longitudinaleciascun lato della carcassa dalla punta della natica, passando sopra la coscia, i lombi, ilcostato, oltrepassando la punta della spalla. La stampigliatura della metà destra proseguefino alla regione del collo ed eventualmente della testa, se presente. Le specifiche tecnichedella sigla “A C” sono le seguenti: Corpo carattere: 16 pt – Carattere: Mangal in letteremaiuscole – Colore: monocromatico rosso – Interlinea: 31 pt – Distanza tra i caratteri A e C:
4,25 pt. La seconda parte consiste nell’applicazione di due fascette non riutilizzabili, riportantiil logo della denominazione, la data di macellazione, il codice alfanumerico progressivo e,nell’ultima posizione di questo, una tra le seguenti lettere in maiuscolo: L per agnelloleggero; P per agnello pesante; C per castrato. Tali fascette avvolgono la tibia sinistra edestra di ciascuna carcassa e sono poste al di sotto dei rispettivi tendini. Possono essereintegrate anche da un codice identificativo elettronico (microchip) o da un Bar Code. Il coloredelle fascette è bianco per la tipologia agnello leggero, giallo per l’agnello pesante, marroneper il castrato. Sulle fascette di colore giallo e marrone la data ed il codice alfanumerico,eventualmente accompagnato dal Bar Code, sono riportate all’interno di due spazirettangolari a sfondo bianco.
La carne è posta in vendita al consumo a partire da carcasse intere; da mezzene ottenute datagli sagittali della carcassa in parti simmetriche; da quarti anteriori e posteriori; da sestianteriori e posteriori; da lombi; in tagli interi o affettati.
Le carni destinate al confezionamento sotto forma di tagli interi o affettati, nella fase divendita sono poste in contenitori sigillati. Le confezioni devono essere composte dallamedesima tipologia di prodotto prevista nell’Art. 2. Le carni di Agnello del Centro Italia,devono essere commercializzate provviste di etichetta. L’etichetta utilizzata deve riportare leseguenti informazioni: logo dell’Agnello del Centro Italia; la tipologia del prodotto (Leggero –Pesante – Castrato); simbolo grafico comunitario. E’ ammessa un’ulteriore associazione dialtri marchi al logo della denominazione, purché di dimensioni inferiori di almeno un terzo eapprovati dall’Unione Europea.
Il logo della denominazione, rappresenta il profilo stilizzato della testa e del collo di agnello,in colore bianco, posto su uno sfondo ovale, in colore verde, circoscritto sul bordo medio ealto dalla dicitura, di colore rosso, “I.G.P. AGNELLO del CENTRO ITALIA”. Le specifichetecniche del logo sono le seguenti: lunghezza 14 cm; altezza 8,2 cm; corpo carattere scritta “I.G.P. AGNELLO del CENTRO ITALIA” 31pt; carattere Helvetica Neue Black in letteremaiuscole ad esclusione della preposizione “del”, la cui scritta è in minuscolo. Colori: pant348 per il verde scomposizione in quadricromia; pant 186 per il rosso scomposizione inquadricromia.


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